OBOLO DI SAN PIETRO E’ UNA PRATICA MOLTO ANTICA

CITTA’ DEL VATICANO, 12/12/2003 – Dal ‘denarius Sancti Petri’ alle carte di credito: i tempi cambiano anche per le offerte che da tutto il mondo arrivano al Papa, il famoso Obolo di San Pietro destinato alle opere di beneficenza del pontefice, fondo che ora accetta anche contributi fatti pervenire attraverso le carte di credito. Una scelta fatta in sordina, come si addice ad una materia cosi’ delicata, ma che pero’ finora non ha avuto molto successo, tranne che per le offerte arrivate dagli Stati Uniti. Per indicare le modalita’ di invio di aiuti economici all’ Obolo di San Pietro, il Vaticano ha deciso da tempo di inserire una specifica sezione nella home page del sito ufficiale della Santa Sede (www.vatican.va). Chi vuole fare un’ offerta al Papa, puo’ utilizzare ora anche quattro tra le principali carte di credito, per mandare il proprio contributo. Sul sito sono naturalmente presenti anche le tradizionali modalita’ di invio delle offerte (direttamente per posta, con il conto corrente postale e con il conto corrente bancario presso un istituto di credito italiano). In realta’, l’attuale sistema di offerta via carta di credito e’ un po’ empirico: e’ previsto l’invio di una ricevuta via fax (al numero telefonico 0669883954) con gli estremi della carta di credito (titolare, numero di card e scadenza) e la somma destinata alle opere di beneficenza di Giovanni Paolo II. L’Obolo di San Pietro – che comprende le offerte al Papa dalle diocesi del mondo, dalle congregazioni e istituti religiosi, dalle fondazioni e dai singoli fedeli e viene destinato a opere di carita’ – ha raccolto nel 2002 52.836.693,50 dollari (circa 50 milioni di euro), con un incremento dell’1,80 per cento rispetto alle offerte dell’anno precedente. Uno dei motivi della difficolta’ di ricevere offerte via carta di credito sta sicuramente nella diffidenza che gli italiani hanno ancora per questo tipo di pagamenti: mentre il sistema bancomat ha ormai una discreta diffusione, nel nostro Paese (dati Bankitalia per il 2002) la media annua di operazioni di pagamento fatte con questo tipo di sistema e’ di 54 per abitante, contro le 131 della media Ue e le 267 della media statunitense. L’Obolo di San Pietro, che dipende dalla Segreteria di Stato, viene destinato particolarmente ‘‘alle comunita’ ecclesiali per finalita’ pastorali e per alleviare condizioni di estrema poverta’ e degrado, come ad esempio nel caso di carestie e calamita’ naturali’’. Si tratta di una pratica molto antica e che nasce con lo stesso cristianesimo per ‘‘sostenere materialmente coloro che hanno la missione di annunciare il Vangelo, perche’ possano impegnarsi interamente nel loro ministero, prendendosi anche cura dei piu’ bisognosi’’. Alla fine del secolo VIII, gli anglosassoni, dopo la loro conversione, si sentirono tanto legati al Vescovo di Roma, che decisero di inviare in maniera stabile un contributo annuale al Santo Padre. Cosi’ nacque il ‘‘Denarius Sancti Petri’’ (Elemosina a San Pietro), che ben presto si diffuse nei Paesi europei. Questa, come altre pratiche analoghe, passo’ attraverso molte e diverse vicissitudini nel corso dei secoli, fino a quando fu benedetta dal Papa Pio IX, con l’Enciclica Saepe venerabilis del 5 agosto 1871. Attualmente, questa colletta ha luogo in tutto il mondo cattolico, per lo piu’ il 29 giugno o la domenica piu’ vicina alla festa dei Santi Apostoli Pietro e Paolo.

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