Papa Francesco nel primo libro intervista: Omosessuali non vanno emarginati

ROMA, 11/01/2016 (AR) – “Io preferisco che le persone omosessuali vengano a confessarsi, che restino vicine al Signore, che si possa pregare insieme. Puoi consigliare loro la preghiera, la buona volontà, indicare la strada, accompagnarle”. È il messaggio che Papa Francesco affida al suo primo libro intervista intitolato “Il nome di Dio è Misericordia” scritto insieme al vaticanista Andrea Tornielli, coordinatore di Vatican Insider, e coedito da Piemme e dalla Libreria Editrice Vaticana. Bergoglio torna a parlare dell’omosessualità riprendendo le parole pronunciate sul volo di ritorno da Rio de Janeiro al termine del suo primo viaggio internazionale.

 

“Avevo detto in quella occasione: se una persona è gay, cerca il Signore e ha buona volontà, chi sono io per giudicarla? Avevo parafrasato a memoria – racconta il Papa a Tornielli – il Catechismo della Chiesa cattolica, dove si spiega che queste persone vanno trattate con delicatezza e non si devono emarginare. Innanzitutto mi piace che si parli di ‘persone omosessuali’: prima c’è la persona, nella sua interezza e dignità. E la persona non è definita soltanto dalla sua tendenza sessuale: non dimentichiamoci che siamo tutti creature amate da Dio, destinatarie del suo infinito amore”.

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