ELEZIONI EUROPEE: ŽIVI ZID CON M5S, KUKIZ15, AKKEL E LIIKE NYT

ROMA, 15/02/2019 (AR) – Venerdì, a Roma, in vista delle elezioni europee Luigi Di Maio ha presentato l’alleanza con i partiti di quattro Paesi: Croazia, Polonia, Grecia e Finlandia. Al netto della forza e della credibilità di questi movimenti c’è da fare una riflessione numerica. In base al regolamento del Parlamento europeo, per formare un gruppo autonomo bisogna essere almeno in sette. Dunque il “pentagono” di cui fa parte il Movimento 5 stelle (M5s), per il momento, non è sufficiente. 

Da sinistra Karolina Kahonen (Finlandia), Pawel Kukiz (Polonia), Luigi Di Maio (Italia), Ivan Vilibor Sincic (Croazia) e Evangelos Tsiobanidis (Grecia)

M5s sarà accompagnato da quattro nuovi compagni di viaggio: la Barriera umana (Živi zid) croata di Ivan Sinčić, Kukiz15 del polacco Pawel Kukiz, “Movimento adesso” (Liike Nyt) della finlandese Karolina Kahonen e il “Partito dell’agricoltura e dell’allevamento” (Akkel) del greco Evangelos Tsiobanidis. Idee tante, di cui poche in comune come una generica lotta contro l’austerità e l’establishment. Più numerose le differenze. Kukiz15 è contro l’aborto, Movimento adesso fa della lotta contro i cambiamenti climatici il suo core business mentre i croati di Živi zid equiparano l’immigrazione alla deportazione.

Ivan Sinčić a Roma

Il croato Sinčić, che ora ha 29 anni, si è già candidato alle presidenziali nel 2014, arrivando al terzo posto. “Siamo nati con una convocazione su Facebook come forza anti-establishment e contro le misure di risparmio imposte alla Croazia per entrare nell’Ue. La nostra battaglia principale è contro gli sfratti e un sistema di pignoramento spietato in Croazia”. Sinčić parla di “corruzione” nel suo paese: “Vogliamo adottare le leggi anti-mafia italiane”.

Con tutte le incognite sulla loro performance europea: sono tutti al primo test elettorale per l’Europarlamento.

I croati di Živi zid hanno 3 deputati su 151 in patria: la Croazia elegge 12 deputati europei. I finlandesi di Liike Nyt hanno 2 deputati su 200 in patria e, come si diceva, non è detto che riescano a correre per le europee: la Finlandia elegge 14 deputati. Kukiz 15 ha ben 42 seggi al Parlamento polacco ma soffre la concorrenza a destra di “Diritto e giustizia”, partito di governo di Jaroslaw Kaszynski, interlocutore (pur con notevoli distanze) di Matteo Salvini in area sovranista.

Senza gruppo, a Bruxelles e Strasburgo non si hanno finanziamenti dal Parlamento, non si può fare il relatore per proposte di legge, insomma si diventa “eletti di serie B” a tutti gli effetti. Forze piccole hanno notevoli difficoltà a passare il test.

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